Muretti carsici
olio su tela cm. 50 x 70
anno 1991
Archivio n. . 0183


Interpretazione critica

L’opera raffigura un paesaggio tipico delle zone carsiche, dove la mano dell’uomo e la natura convivono in un equilibrio millenario. I muretti a secco si snodano tra le dolci ondulazioni dei campi, tracciando linee armoniose che accompagnano lo sguardo verso gli alberi e, oltre, fino al cielo limpido.

Il verde vivo delle chiome, reso con pennellate materiche e vibranti, contrasta con i toni caldi della terra e con i grigi delle pietre, creando un gioco di equilibrio tra forza naturale e intervento umano. Non c’è rigidità nei muretti, ma fluidità: essi sembrano seguire il respiro stesso del paesaggio, quasi fossero parte integrante del suo corpo.

In questo dipinto, la pietra diventa poesia: non è barriera, ma segno di cura, memoria del lavoro contadino, testimonianza silenziosa di un legame antico con la terra. La luce avvolge ogni dettaglio con dolcezza, trasformando il paesaggio in una visione lirica, dove la quotidianità si eleva a simbolo di armonia universale.

Il quadro non è soltanto una veduta, ma un canto alla natura abitata dall’uomo: un invito a riconoscere la bellezza dei gesti semplici, delle tracce che l’uomo lascia senza ferire, ma anzi dialogando con il mondo.